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Specialisterne Foundation

Specialisterne Foundation is a not-for-profit foundation with the goal to generate meaningful employment for one million autistic/neurodivergent persons through social entrepreneurship, corporate sector engagement and a global change in mindset.

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Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia

Mag 16, 2024

In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia (IDAHOT), pubblichiamo una raccolta di testimonianze che ci ricordano l’importanza di creare un ambiente inclusivo e rispettoso, dove ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa, senza paura di discriminazione o pregiudizi. Ascoltiamo, impariamo e sosteniamo insieme la diversità e l’uguaglianza di diritti e opportunità. Grazie a tuttel pe persone che hanno partecipato!

Thalia Taioli, Event planner, Specialisterne Italia

La “carriera alias” è uno strumento adottato da alcune istituzioni, come università e aziende, per supportare le persone transgender e non binarie. Essa permette agli individui di utilizzare un nome diverso da quello anagrafico nei contesti interni all’istituzione, senza dover attendere il completamento delle procedure legali di cambio di nome, permettendo loro di vivere e lavorare in un ambiente che riconosce e rispetta la loro identità di genere.

Dopo diverse esperienze passate di ostracismo in quanto persona trans anche da chi speravo mi avrebbe sostenuta, ho finalmente trovato in Specialisterne un luogo disponibile ad accogliere il mio coming out. In Specialisterne ho potuto usufruire dell’Identità Alias senza fornire documentazione. La mia privacy non è mai stata violata. Sostenere chi fa coming out dona serenità e supporto emotivi e sociali a fronte di leggi e cultura inadeguate. Sogno che un giorno nessuno possa vivere quello che ho vissuto personalmente. La diffusione dell’Alias è fondamentale anche per sostenere la necessaria revisione dell’obsoleta legge 164/82 eliminando la patologizzazione dei corpi transgender e gender non conforming.

Júlia, Responsable dello shop di Casa Batlló

Quando la mia ragazza ed io pianifichiamo un viaggio da sole, la prima cosa che dobbiamo verificare è se il paese o la popolazione di quel paese è particolarmenteomofoba, se esistono leggi che ci proteggono o se, al contrario, ci sono leggi penali o condanne a morte contro di noi. Inoltre, potrebbe anche esserci il caso in cui ci siano leggi a favore ma la gente non sia del tutto aperta e dobbiamo “nasconderci” in pubblico. Questo limita molto la nostra libertà e, una volta nel paese, dobbiamo sempre essere estremamente caute.

Montse, Marketing e Comunicazione, Specialisterne Spagna

Mi sono sempre sentita discriminata per la mia espressione di genere (androgina o più maschile, a seconda del periodo). Alcuni conoscenti mi hanno detto che sarei molto più carina con i capelli più lunghi, con i tacchi o con i vestiti. In diverse occasioni, non mi hanno permesso di entrare in discoteche della zona alta della città perché non rispettavo i loro standard estetici. Persino in un lavoro precedente mi hanno detto che dovevo nascondere il lato rasato della mia testa e cambiare il mio marsupio con una borsa. Tutti questi sono esempi di discriminazione.

Sora (nome fittizio), Impiegata in Casa Batlló

Nel mio gruppo di amici, [demisessualità] è un termine che posso menzionare senza alcun problema, ma so che non posso condividerlo al di fuori di quella bolla perché sento che sarò invalidata di nuovo, come quando ho detto a mia madre che non mi potevano piacere solo gli uomini. La cosa massima che sento di poter condividere è il fatto di dire che sono bisessuale, il che non è del tutto vero, e comunque trovo che spesso la bisessualità non solo viene invalidata come è successo nella mia famiglia, ma c’è anche una visione negativa a livello generale.

Emma, Impiegata in Casa Batlló

Stavo camminando per strada, un ragazzo è passato accanto a me e ha urlato “Travestito!”. Le poche persone presenti si sono girate, sconcertate. Io ho continuato a camminare senza scompormi, ho pensato che se mi fossi girata gli avrei dato ragione, come se per il semplice fatto di essere una ragazza trans, lui potesse urlarmi contro usando quel termine in modo dispregiativo. E, in qualche modo, questo ha agitato e risvegliato la mia disforia, contro cui lottavo ogni giorno per mantenere silenziosa, facendomi analizzare ogni parte del mio aspetto fisico.

Quim, Impiegato in Casa Batlló

Ho smesso di portare le spille con le bandiere del Pride sul mio zaino perché in diverse occasioni mi hanno fatto commenti negativi e mi hanno insultato, e questo mi ha fatto sentire meno sicuro. Vi racconterò la situazione concreta che mi ha fatto decidere di togliere le spille dal mio zaino: un signore mi ha seguito insultandomi, ho cambiato vagone tre volte e ho dovuto chiedere a degli amici di venirmi a prendere alla stazione perché era notte e non osavo tornare a casa da solo.

C. Specialisterne Italia

Nella mia esperienza universitaria, lezioni e tirocinio, ho subìto discriminazione a causa della mia identità di genere. Grazie a Specialisterne sono stato inserito in un ambiente lavorativo LGBT+ Friendly e, nonostante i miei documenti ora siano rettificati, ho deciso di fare coming out e parlare apertamente di me. Finalmente non sono più costretto a riformulare le mie affermazioni in modo da simulare un’esperienza di vita cisgender e la mia dignità non è mai stata violata tramite domande o affermazioni inappropriate. Per me rappresenta un importante miglioramento nella qualità della vita